TRATTAMENTO
Diastasi
addominale e
recupero post-parto
Dopo una gravidanza la pancia può restare prominente, “molle” o instabile, e a volte viene scambiata per qualche chilo di troppo o per una nuova gravidanza.
Spesso dietro c’è una diastasi addominale.
A Viagrande ti accompagno a ritrovare forza, stabilità e consapevolezza del corpo, lavorando su tutta la muscolatura e non solo sugli addominali.

Un percorso costruito sul tuo corpo
Ascolto e valutazione
Ascolto e valutazione
Partiamo da te: dalla tua storia, dal tuo parto e da come ti senti ogni giorno. Valutiamo insieme la separazione dei muscoli e, se serve, ci appoggiamo agli esami diagnostici.
Rinforzo e consapevolezza
Rinforzo e consapevolezza
La diastasi non si risolve con i soli addominali. Lavoriamo sulla muscolatura profonda oltre che superficiale e sulla postura, perché il corpo torni a sostenersi come deve.
Funzionalità nella quotidianità
Funzionalità nella quotidianità
Ti accompagno a ritrovare sicurezza nei gesti che contano davvero: sollevare, piegarti, muoverti e tornare all’attività fisica senza fatica né instabilità.

Cos’è la diastasi
addominale?
I muscoli retti dell’addome sono uniti da una fascia chiamata linea alba. Quando questa si assottiglia e si stira troppo, i due muscoli si allontanano: è la diastasi addominale, cioè la separazione dei retti. È una condizione fisiologica in gravidanza e fino a circa 2,5 cm, perché il corpo deve fare spazio al bambino che cresce.
Si parla davvero di diastasi solo se la separazione persiste oltre i 10-12 mesi dal parto.
Quando i retti non contengono più gli organi come dovrebbero, questi premono verso l’esterno: la pancia assume un aspetto prominente, spesso scambiato per una nuova gravidanza, e in alcuni casi possono comparire delle ernie.
Perché i
muscoli restano separati

Tra le cause più comuni ci sono la gravidanza, l’obesità, il sollevamento di pesi eccessivi e un’attività fisica troppo intensa.
A questi si aggiungono spesso una certa lassità dei tessuti, la poca attività fisica, la scarsa prevenzione durante la gravidanza e un rientro all’attività troppo timido nel post-partum.
Quali sono i
sintomi da non
sottovalutare
La diastasi non è solo una questione estetica.
Può manifestarsi con gonfiore addominale, soprattutto la sera, e difficoltà digestive; con una sensazione di addome instabile e poco controllabile; con lombalgia, perché i muscoli obliqui e trasverso perdono forza e la colonna finisce per compensare.
In alcuni casi si accompagna a ernie, disturbi del pavimento pelvico o episodi di incontinenza.
Un segnale tipico è il rigonfiamento al centro della pancia quando tossisci, starnutisci o fai uno sforzo.
Quando può essere utile una valutazione

Dopo la gravidanza
A partire da circa 10-12 mesi dal parto, per capire se la separazione si è richiusa da sola o se conviene iniziare un percorso.

Sensazione di instabilità
Se avverti debolezza del core, un addome poco controllabile o fatica anche nei movimenti semplici.

Gonfiore addominale
Se noti gonfiore e pesantezza, soprattutto la sera, o una pancia prominente scambiata per una nuova gravidanza.

Difficoltà nei movimenti
Se gesti quotidiani, sport o sollevamenti sono diventati faticosi, o compare un rigonfiamento centrale quando tossisci, starnutisci o fai uno sforzo.
Come capire se hai
la diastasi:
l’autovalutazione
1. Sdraiati – Mettiti supina su un piano rigido.
2. Posiziona le dita – Appoggia le dita in verticale sulla linea alba, al centro della pancia.
3. Fai lo sforzo – Solleva leggermente il torace: le dita che “affondano” indicano la distanza tra i muscoli.
Ogni dito corrisponde a circa 1,5 cm (due dita ≈ 3 cm).
È solo un’indicazione di massima e va fatta dopo i 10-12 mesi dal parto. Per stabilire con precisione il grado serve una valutazione di un professionista.
Domande frequenti
Ha senso valutarla solo dopo i 10-12 mesi dal parto: prima la separazione è fisiologica e può ancora richiudersi da sola. L’autovalutazione dà una prima indicazione, mentre ecografia o TAC permettono di stabilire con precisione il grado.
No. È un controllo manuale semplice e non invasivo: ascolto la tua storia e valuto la separazione e i tessuti senza provocarti dolore. Serve a capire da dove partire.
In molti casi sì. Seguo sia chi preferisce non operarsi e vuole migliorare la propria condizione con un percorso mirato, sia chi va accompagnato nel recupero dopo un intervento. La strada giusta la scegliamo insieme dopo la valutazione.
Dipende da te: entrano in gioco aspetti muscolari, posturali, a volte alimentari e ginecologici. Per questo il percorso è sempre personalizzato, con obiettivi realistici e tempi definiti dopo la prima valutazione.
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